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Piacenza fu fondata sulle rive del fume Po nel 218 a. C. il 31 maggio.
Sempre nello stesso anno i romani fondarono la vicina città di Cremona.
La zona in quell'epoca era popolata dai Celti, di conseguenza entrambe le città nacquero come avamposto per consolidare le conquiste in territorio gallico e per tenere a bada i celti.
A Piacenza e Cremona vennero inviati 6.000 cavalieri romani selezionati accuratamente. La scelta fu conseguenza necessaria all'incombente minaccia di una seconda guerra punica con Annibale.
Espugnato Casteggio (PV), Annibale vinse anche la cruenta battaglia della Trebbia, in questa battaglia morirono circa 20.000 soldati romani.
Piacenza fece resistenza.
Il territorio paludoso fu bonificato, la produzione di grano, orzo e miglio fu incrementata, si iniziò anche la tessitura della lana, quindi durante la Repubblica e l'Impero divenne un importante Municipio Romano con un attivo porto lungo il fiume Po.
Il fiume e la via Emilia, che la congiungeva con Rimini, caratterizzavano la vocazione logistica della città.
Lo schema viario romano è ancora ben visibile nel centro storico.
Piacenza essendo città di frontiera subisce vari saccheggi e distruzioni, che si verificheranno lungo tutta la sua storia, ma la città riesce sempre a risollevarsi.
Durante l'epoca di Augusto Piacenza era una città rinomata.
Piacenza veniva definita, insieme alla vicina Cremona, una delle città più celebri dell'area padana.
In era cristiana i cittadini di Piacenza costruiscono piccoli sacelli dedicati ai martiri del luogo, tra cui Antonino, centurione romano della legione Tebea, cristianizzò la popolazione della zona all'inizio del IV secolo e fu martirizzato sotto Diocleziano. Divenne patrono della città che lo onorò con la costruzione di una basilica che porta il suo nome. Caduto l'Impero Romano, la città fu saccheggiata e ricostruita in in seguito alle invasioni barbariche. Importanza sempre maggiore ebbe intorno all'anno Mille, quando si registrò anche una crescita demografica ed economica, essendo posta lungo la via Francigena che portava in città numerosi pellegrini e mercanti. Con l'affermazione dell'Impero Romano Germanico, del feudalesimo e dei vescovi-conti, sorgono nuove classi sociali, tra le quali un intraprendente ceto mercantile e artigianale, ma anche feudatari rurali che si uniscono al governo della città. Divenne poi libero comune poco dopo l'anno Mille. Fu un importante libero Comune aderente alla Lega Lombarda e nell'XI secolo partecipò alla guerra contro l'imperatore Federico Barbarossa. Combatte con successo contro i comuni confinanti di Cremona, Pavia e Parma, riuscendo ad allargare i suoi domini al contado e strappando ai Malaspina e al vescovo di Bobbio il controllo delle vie commerciali per Genova, dove già erano insediati i primi banchieri piacentini. Nella chiesa di Sant'Antonino furono firmati i preliminari della Pace di Costanza nel 1183. Nel XII secolo, nonostante le poco fruttuose lotte contro l'imperatore Federico II, conquistò qualche caposaldo sulla sponda lombarda del Po. Nel XV secolo fu assediata dai Visconti e cedette al loro dominio, che passerà poi agli Sforza e quindi allo Stato Pontificio poco più di un secolo dopo. Ma ci rimase poco, in quanto nel 1545 divenne parte del Ducato di Parma e Piacenza sotto alla famgilia Farnese e quindi ai Borbone-Parma. Nel 1860 viene indetto un plebiscito popolare per chiedere l'annessione al nascente Regno d'Italia. |
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